L’Italia è il paese europeo con la più grande ricchezza di biodiversità. Un patrimonio straordinario che, negli ultimi anni, è stato messo seriamente a rischio. L’uso intensivo di pesticidi, la diffusione delle monocolture e la progressiva concentrazione della filiera agroalimentare nelle mani della grande distribuzione hanno contribuito a un declino sempre più evidente.
Eppure, in molti territori resistono e nascono esperienze diverse. Piccoli produttori che ogni giorno scelgono di difendere una produzione locale, sostenibile e legata alla terra.
Tra montagne, colline e boschi, agricoltori, allevatori e apicoltori portano avanti pratiche capaci di custodire il suolo, valorizzare le varietà tradizionali e ristabilire un equilibrio con l’ambiente. C’è chi sperimenta un’agricoltura rigenerativa, chi recupera terreni di famiglia con metodi biologici, chi sceglie l’allevamento allo stato brado, chi trasforma la cura delle api in un presidio di biodiversità, e chi riscopre nei saperi del bosco una nuova relazione con la natura.
Le aree collinari e montane occupano circa l’80% della superficie italiana. Un mosaico di paesaggi e culture che custodisce un patrimonio agroalimentare unico e che oggi può diventare una chiave concreta per immaginare l’agricoltura del futuro.